Usura pneumatici: una startup promette di ridurre le polveri del 60%
L’usura degli pneumatici è uno dei fattori che maggiormente incide sull’inquinamento atmosferico legato al settore del trasporto su strada.
In un momento storico così importante e di grande attenzione per la sostenibilità, ridurre le emissioni lavorando per migliorare anche questo parametro è fondamentale.
L’usura pneumatici insomma è la voce principale per valutare e migliorare la sostenibilità del trasporto su strada.
Usura pneumatici: l’impatto sull’ambiente
Secondo una ricerca della start up Tyre Collective, l’impatto ambientale legato all’usura degli pneumatici rappresenta, per gli oceani ed i fondali marini, il secondo inquinante microplastico più inquinante dopo la plastica monouso.
Non solo inquinamento in acqua: l’usura pneumatici rappresenta il 50% delle emissioni di particolato atmosferico legate al trasporto su strada.
Questo impatto ambientale non si annulla neanche nell’utilizzo di veicoli elettrici, che certamente eliminano tutte le emissioni legate all’utilizzo ma non quelle relative all’usura pneumatici.
Il peso del pacco batterie supportato da questi veicoli a zero emissioni comporta un grande incremento della massa del mezzo, che implica una maggiore e più rapida usura pneumatici.
Come affermato dai ricercatori quindi, veicoli sempre più pesanti incidono in maniera sempre più significativa sulle emissioni legate all’usura pneumatici.
Il trend del mercato, senza dubbio, si sta orientando verso un sempre maggior utilizzo di veicoli elettrici.
Proprio per ciò che abbiamo visto prima però, le emissioni e l’inquinamento generati dall’usura pneumatici di questa nuova generazione di veicoli andranno sempre di più ad aumentare, rendendo quindi necessario pensare ad una soluzione.
Usura pneumatici: l’innovazione di Tyre Collective
La soluzione proposta dalla start up Tyre Collective punta a catturare e ridurre le emissioni generate dalle microparticelle rilasciate e causate dall’usura pneumatici direttamente alla fonte.
Il progetto per centrare quest’obiettivo punta a catturare le emissioni nocive in atmosfera prodotte dallo sfregamento del singolo pneumatico sul manto stradale direttamente alla fonte. Tramite l’installazione di un apposito dispositivo, viene indotta una carica elettrostatica alle particelle di carbonio. Le particelle della gomma, destinate a diventare emissioni in atmosfera, vengono così catturate, sfruttando l’attrazione elettrostatica.
