FAP, DPF e AdBlue: come funzionano e come evitare problemi con il motore diesel
Se guidi un’auto diesel, probabilmente hai già sentito parlare di FAP, DPF e AdBlue. Tre sigle che possono sembrare uscite da un manuale di ingegneria, ma che hanno un ruolo importante nel funzionamento della tua auto. Questi sistemi servono a ridurre le emissioni inquinanti e, per lavorare correttamente, hanno bisogno di alcune attenzioni. Soprattutto se utilizzi l’auto prevalentemente in città o percorri spesso tragitti brevi.
Vediamo come funzionano, quali segnali non sottovalutare e quali abitudini possono aiutarti a prenderti cura della tua vettura.
FAP e DPF: che differenza c’è?
Partiamo dalle basi. FAP e DPF sono due denominazioni utilizzate per indicare il filtro antiparticolato dei motori diesel. Il loro compito è trattenere le particelle solide prodotte dalla combustione, impedendo che vengano disperse nell’ambiente.
La differenza riguarda soprattutto il modo in cui viene gestita la rigenerazione del filtro:
- FAP: alcune versioni utilizzano un additivo specifico, come la cerina, che aiuta ad abbassare la temperatura necessaria per bruciare la fuliggine.
- DPF: generalmente funziona senza questo additivo e sfrutta l’aumento della temperatura dei gas di scarico per bruciare i depositi accumulati.
In entrambi i casi, il filtro deve liberarsi periodicamente della fuliggine attraverso un processo chiamato rigenerazione.
Il problema? Questa operazione non sempre riesce a completarsi nelle condizioni di utilizzo dell’auto.
Perché i tragitti brevi possono mettere in difficoltà il filtro antiparticolato
Il motore diesel moderno è progettato per lavorare in condizioni specifiche. Quando percorri soltanto pochi chilometri alla volta, magari per andare al lavoro, accompagnare i bambini a scuola o fare commissioni, il motore e lo scarico potrebbero non raggiungere o mantenere abbastanza a lungo le temperature necessarie per completare la rigenerazione.
Se il fenomeno si ripete, il filtro può accumulare troppa fuliggine.
Altri fattori, come problemi agli iniettori, alla valvola EGR o al sistema di gestione del motore, possono contribuire all’intasamento.
Come accorgerti che qualcosa non va? Fai attenzione a questi segnali:
- si accende la spia del filtro antiparticolato o quella di avaria motore;
- l’auto perde potenza o entra in modalità di protezione;
- aumentano i consumi;
- le rigenerazioni sembrano diventare molto frequenti;
- il livello dell’olio motore aumenta in modo anomalo.
Quest’ultimo segnale merita particolare attenzione: le rigenerazioni ripetute o interrotte possono favorire la diluizione dell’olio con il gasolio, compromettendo la lubrificazione.
Il consiglio è semplice: non ignorare le spie e non affidarti a tentativi improvvisati. Se il problema si ripresenta, una diagnosi professionale può individuare la causa prima che si trasformi in un guasto più costoso.
AdBlue: a cosa serve davvero?
L’AdBlue viene spesso confuso con un additivo da versare nel carburante. In realtà, è una soluzione composta da urea ad alta purezza e acqua demineralizzata, contenuta in un serbatoio dedicato.
Nei veicoli dotati di sistema SCR, viene iniettato nello scarico per contribuire a trasformare gli ossidi di azoto (NOx) in azoto e vapore acqueo.
Il suo compito, quindi, è diverso da quello del FAP o del DPF: il filtro antiparticolato trattiene la fuliggine, mentre il sistema SCR con AdBlue riduce gli ossidi di azoto.
Anche il sistema AdBlue, però, può presentare inconvenienti. La formazione di cristalli, i guasti alla pompa o all’iniettore e i malfunzionamenti dei sensori possono provocare l’accensione di spie e messaggi di avviso.
Se compare una segnalazione relativa all’AdBlue, controlla le indicazioni del costruttore e intervieni tempestivamente. Se è richiesto un rabbocco, utilizza il prodotto corretto e il serbatoio dedicato: l’AdBlue non deve mai essere versato nel serbatoio del gasolio.
Come prenderti cura della tua auto diesel
Non esiste una regola valida per tutte le vetture: le indicazioni del costruttore e le condizioni di utilizzo fanno la differenza. Ci sono, però, alcune buone abitudini che possono aiutarti a prevenire inconvenienti.
- Non trascurare la manutenzione. Rispetta gli intervalli previsti per tagliandi, olio e filtri. Se noti anomalie, non aspettare il controllo successivo.
- Alterna, quando possibile, i tragitti brevi con percorsi più lunghi. Un viaggio sufficientemente lungo, a motore caldo e nelle condizioni di guida appropriate, può favorire il completamento della rigenerazione. Non è, però, una soluzione garantita se il filtro è già intasato o presenta un guasto.
- Non interrompere sistematicamente le rigenerazioni. Se riconosci una rigenerazione in corso, segui le indicazioni del manuale della tua auto e, quando è sicuro e consentito, lascia che il processo si completi. Non lasciare mai il motore acceso in un luogo chiuso o vicino a materiali infiammabili.
- Controlla le spie e il livello dell’olio. Se la spia del filtro resta accesa, compare un avviso di avaria o il livello dell’olio supera il massimo, fai verificare il veicolo. Non continuare a guidare se il manuale indica di fermarti o se compaiono sintomi gravi.
- Evita le soluzioni fai da te. Eliminare o disattivare i sistemi antinquinamento non è una scorciatoia da considerare: oltre alle possibili conseguenze meccaniche, può comportare problemi di conformità alle norme e alla revisione. La soluzione corretta è individuare la causa del malfunzionamento e ripristinare il sistema.
E dopo 100.000 chilometri?
Il chilometraggio, da solo, non stabilisce quando un filtro debba essere pulito o sostituito. Contano anche il tipo di motore, lo stile di guida, la manutenzione e la quantità di residui accumulati.
Con il tempo, infatti, nel filtro possono depositarsi ceneri che la normale rigenerazione non riesce a eliminare. In questi casi, potrebbe essere necessaria una pulizia professionale oppure, se il componente è danneggiato, una sostituzione.
Anche i sistemi SCR e i relativi componenti possono richiedere interventi specifici.
La cosa importante è non aspettare che una piccola anomalia diventi un problema serio. Una diagnosi corretta permette di scegliere l’intervento più adatto, evitando sostituzioni inutili e tentativi poco efficaci.
Prendersi cura dell’auto significa pensare alla sicurezza, ogni giorno
La manutenzione non riguarda soltanto il motore. Pneumatici in buone condizioni, pressione corretta e controlli periodici contribuiscono alla sicurezza e all’efficienza della tua vettura.
Da Ipergomme Besozzo puoi rivolgerti a professionisti per prenderti cura dei tuoi pneumatici e affrontare ogni viaggio con maggiore tranquillità.
Per i problemi a FAP, DPF o AdBlue, invece, è importante rivolgersi a un’officina attrezzata per la diagnosi dei sistemi motore.
Perché la tua auto non dovrebbe farti accendere una spia per ricordarti che è ora di occupartene!
