Dalla gomma usata alla gomma nuova: come cambia il futuro degli pneumatici
Uno pneumatico arriva alla fine della sua vita utile. E quindi finisce tutto lì? Non proprio. La filiera degli pneumatici sta andando sempre più verso un modello di economia circolare, nel quale ciò che rimane di una gomma a fine vita può diventare materia prima per realizzare nuovi prodotti.
Un esempio interessante arriva da Pirelli, che insieme a Pyrum, Synthos e BASF ha avviato in Europa un progetto “tyre-to-tyre”: l'obiettivo è recuperare materiali provenienti da pneumatici fuori uso e reinserirli nella produzione di nuovi pneumatici.
Non si tratta semplicemente di riciclare una gomma.
Si tratta di provare a chiudere il cerchio.
Che cosa significa “tyre-to-tyre”?
Il concetto è abbastanza intuitivo: pneumatici che, una volta arrivati a fine vita, vengono trasformati in materiali che possono contribuire alla produzione di nuovi pneumatici.
Nel progetto europeo, gli pneumatici fuori uso e gli scarti di produzione vengono raccolti e avviati a una filiera industriale specifica.
L'obiettivo è recuperare il maggior valore possibile dai materiali che li compongono e trasformarli in materie prime seconde, cioè materiali che possono tornare a essere utilizzati all'interno di nuovi processi produttivi.
È un cambio di prospettiva importante.
Lo pneumatico non viene più considerato semplicemente come un prodotto arrivato al termine del suo percorso, ma come una possibile fonte di nuove risorse.
Dallo pneumatico fuori uso al recovered carbon black
Uno dei materiali ottenuti attraverso il processo descritto nel progetto è il recovered carbon black, o rCB.
Per produrlo, Pyrum utilizza un processo di pirolisi, attraverso il quale gli pneumatici vengono sottoposti a decomposizione termica in assenza di ossigeno.
Da questo processo si ottengono diverse materie prime seconde, tra cui proprio il recovered carbon black e l'olio da pirolisi.
Il recovered carbon black viene successivamente sottoposto a ulteriori lavorazioni e può essere utilizzato nella produzione di nuovi pneumatici, contribuendo a sostituire una parte del carbon black vergine.
In altre parole:
gomma usata → recupero dei materiali → nuova materia prima → nuovo pneumatico.
È questa la logica alla base del tyre-to-tyre.
E l'olio da pirolisi?
Il processo non si ferma al recovered carbon black.
L'olio da pirolisi ottenuto viene utilizzato da BASF nei propri processi chimici, insieme a materie prime di origine fossile.
Attraverso il sistema del mass balance, il contenuto riciclato viene attribuito ai prodotti certificati secondo lo schema ISCC PLUS.
Questi materiali vengono poi utilizzati da Synthos per produrre gomma sintetica certificata ISCC PLUS destinata anche ad applicazioni per pneumatici.
La gomma sintetica viene infine reintrodotta nei processi produttivi di Pirelli.
Il risultato è una filiera che coinvolge aziende con competenze diverse e che prova a collegare le diverse fasi del recupero e della produzione.
Perché è importante parlare di filiera?
Perché uno pneumatico è un prodotto complesso.
Non basta dire “lo ricicliamo”.
Perché il vero obiettivo dell'economia circolare è fare in modo che i materiali recuperati possano essere trattati, controllati, tracciati e reimpiegati mantenendo caratteristiche adeguate al nuovo utilizzo.
Nel progetto Pirelli, la certificazione ISCC PLUS viene utilizzata proprio per garantire la tracciabilità lungo la catena del valore.
Questo aspetto è fondamentale.
Una filiera circolare efficace non può basarsi soltanto sulla quantità di materiale recuperato: deve considerare anche origine, trasformazione, qualità e destinazione dei materiali.
Che cosa significa tutto questo per chi guida?
Probabilmente non sarà il singolo automobilista a occuparsi direttamente del processo di pirolisi o della certificazione delle materie prime.
Ma il comportamento dell'automobilista rappresenta comunque un anello importante della filiera.
Quando uno pneumatico viene sostituito perché usurato, infatti, entra nel circuito degli Pneumatici Fuori Uso (PFU) e viene avviato alle procedure previste per il recupero.
Per questo è importante affidarsi a un gommista professionale anche quando si sostituiscono le gomme.
La corretta gestione dello pneumatico a fine vita fa parte della filiera tanto quanto la produzione e il montaggio.
Ma la sostenibilità di uno pneumatico comincia prima
C'è però un altro aspetto da non dimenticare.
Parlare di pneumatici sostenibili non significa occuparsi soltanto di quello che succede dopo che la gomma è stata utilizzata.
La sostenibilità riguarda anche la durata del prodotto, la manutenzione e il corretto utilizzo.
Uno pneumatico mantenuto alla pressione corretta può lavorare nelle condizioni previste dal costruttore e usurarsi in modo più regolare.
Controllare periodicamente:
- pressione;
- usura del battistrada;
- eventuali deformazioni;
- tagli o danneggiamenti;
- stato generale dello pneumatico;
significa quindi occuparsi contemporaneamente di sicurezza, durata e utilizzo responsabile del prodotto.
E quando arriva il momento della sostituzione, la vecchia gomma può entrare in una filiera di recupero che punta sempre più alla circolarità.
Il futuro della gomma è circolare?
Probabilmente sì, almeno in parte.
Progetti come quello tyre-to-tyre mostrano una direzione interessante: recuperare materiali dagli pneumatici a fine vita e riportarli, attraverso processi industriali complessi e tracciabili, all'interno della produzione di nuovi pneumatici.
Non significa che ogni componente di ogni pneumatico venga automaticamente trasformato in una gomma nuova.
Significa però che il settore sta lavorando per ridurre la dipendenza da materie prime vergini e valorizzare sempre di più i materiali recuperati.
Ed è un'evoluzione che coinvolge tutta la filiera.
Dal produttore al sistema di recupero.
Dal gommista all'automobilista.
Anche cambiare le gomme fa parte della filiera
Quando arriva il momento di sostituire gli pneumatici, quindi, non pensiamo alla vecchia gomma come a qualcosa che semplicemente “sparisce”.
Entra in un percorso di gestione e recupero.
Per questo è importante affidarsi a un centro specializzato che si occupi correttamente della sostituzione degli pneumatici e della gestione degli PFU.
Da Ipergomme Besozzo puoi trovare assistenza nella scelta, nel montaggio e nella manutenzione degli pneumatici, con attenzione alla sicurezza e alle esigenze specifiche della tua auto.
Perché la vita di una gomma può essere più lunga di quanto immagini.
E, quando finisce sulla tua auto, potrebbe non essere ancora finita del tutto.
